Mengoni e l’essenziale un video due storie

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Racconto d’inverno

andate qui sotto per leggere nero natale :)

http://www.scribd.com/doc/117833395/Racconti-d-Inverno-Vol-I-Edizioni-Il-Pavone

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recensione de “L’essenziale” su Cosmopolis

di Ipazia
“Eppure ieri doveva essere semplice non pensare,/ non rimanere legato, ancora una volta…” Oggi Andrea Basile vuole vivere e lo fa pensando e scrivendo poesie. Malgrado la dichiarazione fatta nell’introduzione, i suoi versi non sono soltanto lo sfogo di un’anima sensibile, ansiosa ed appassionata ma sono il segno dell’impulso di fare qualcosa per cambiare, per essere diverso da sé stesso ma, non troppo perché il poeta è incredibilmente felice d’essere figlio di suo padre e stare nella sua terra (Taranto). L’Essenziale è una silloge poetica piena di forza che riesce a scuotere il lettore dalla pigrizia di una vita sedentaria, forse scontata, e appiattita sulle abitudini quotidiane. L’autore ci prende con sé e ci fa viaggiare nel mondo parallelo dei pensieri. Dove le persone vivono la vita che vorrebbero, dove amore ed odio non sono una colpa e i desideri non sono illusioni, dove il virtuale ha un profumo reale come quello del prato su cui corre il nostro cane-amico.
Il mondo di cui parla spesso Basile è quello a dimensione 2.0 dove le conversazioni si postano sui social network e i libri si pubblicano on-line. Infatti anche questo libro è un ebook semplice, veloce per chi vuole credere che il talento sia una ricchezza da esibire immediatamente o, anche, “prima di subito”. In questo viaggio, il tempo scorre senza importanza, tutto si concentra nel pensiero presente, essenziale ed esistenziale. “E ci sei tu, come ci sono io/in
qualche foto che non ti fa vedere come sei di solito sul lavoro…”
Andrea Basile, L’essenziale, il Pavone

http://www.cosmopolismedia.it/libri/623-cogito-ergo-sum.html

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Andrea Basile “L’essenziale” aggiornamento bookstores on line

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Ora in free download

unSembrerebbe un giorno come tanti per Mario, un ragazzo tarantino che studia psicologia a Bologna. Per lui è quasi un abitudine prendere quel bus dalla sua città per raggiungere la sede universitaria.
Ma tutto cambia quando, casualmente, il bus si ferma per rifornimento ad una stazione di servizio. Li Mario incontra Anna, una ragazza sua coetanea anche lei di Taranto. La ragazza, a differenza di Mario, è sul bus per raggiungere a Rimini una sua amica, con la quale vorrebbe trascorrere una tranquilla vacanza. I due, già dal primo sguardo, provano quell’attrazione che sfocia subito in passione. Il viaggio, però, riserva per loro uno spiacevole incontro; il bus infatti verrà preso di mira da un gruppo di estremisti facenti parte della setta chiamata “sole oscuro”, che trasformeranno il viaggio, fino a quel momento per Mario straordinario, in un vero e proprio inferno per tutti i passeggeri.
in free download qui metti mi piace alla pagina fan qui

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Ai ragazzi di ammazza che piazza

Veniamo a conoscenza, con enorme stupore e sdegno, della denuncia fatta ai ragazzi di Ammazza che Piazza” per manifestazione non autorizzata. La loro colpa è essenzialmente quella di aver esposto, in concomitanza con lo svolgimento del processo Scazzi, uno striscione con il quale si esprimeva il disagio di un’intera città per un ambiente inquinato e maltrattato. Ricordiamo a tutti che la nostra Costituzione tutela il diritto di parola e d’espressione del pensiero. Ci stupisce, invece, che le Autorità preposte si dimostrino solerti e celeri nel colpire chi cerca spostare l’attenzione da una vicenda di cronaca sulla quale si è discusso fin troppo, per cercare di porre l’attenzione, su uno dei problemi più grandi che riguardano la città di Taranto, ovvero l’inquinamento. I ragazzi di “ammazza che piazza” negli ultimi mesi hanno pulito spazi pubblici abbandonati, senza alcuna autorizzazione e senza che nessuno se ne lamentasse. Risulta strano quindi che siano stati denunciati per manifestazione non autorizzata solo in questa occasione, dove si metteno in dubbio alcune scelte che hanno condotto la nostra città al declino e all’incuria. Crediamo che i giovani (quei pochi rimasti), debbano essere invece valorizzati, tutelati e debbano condividere un’idea nuova di comunità, che non subisca passivamente le scelte di chi ci governa o amministra, ma che con sensibile critica, proponga in maniera solidale e civile (anche con questo genere di esternazioni), nuove forme di sviluppo sostenibili e attente al rispetto della nostra salute. Ai ragazzi di “Ammazza che Piazza” va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno per eventuali azioni di protesta, di una decisa disobbedienza civile, contro chiunque voglia fermare le energie di rinnovamento che emergono dalla nostra città.

Circolo Arci Palacool
Sindacato Studentesco LINK Taranto
Unione degli Studenti Taranto
Radioattivi Taranto
Redazione di Siderlandia.it

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L’essere….

l’essere diverso dall’essere me stesso,
mi fa capire spesso che mi detesto,
per quello che dico, per quello che faccio
per quello che vorrei e per quello che non riesco.
Volevi l’essere perfetto, io rimango un uomo,
anche se mi stimi non mi alzo dal suolo.
Antisociale ecco cosa sono,
non ti porto stimoli perciò rimango solo.
Non mi consigliare niente e se lo fai dopo sparisci
resto a casa ed ascolto i miei dischi.

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Un Halloween radioattivo


Quel giorno di buon ora ricevetti un messaggio al cellulare, Domenico mi chiedeva di controllare la posta della nostra trasmissione radiofonica perché attendeva una mail urgente.

Mi alzai dal letto, accesi il pc e attesi che il browser finisse di caricare la pagina.
Spuntai le mail di promozione e le cancellai, trovai una mail indirizzata a Domenico. Un nostro ospite aveva confermato la sua partecipazione al programma, inoltrai il tutto al mio amico e ritornai a dormire.
Ancora oggi che scrivo ricordo quel lunedì sera, l’aria a Taranto era molto umida e si sentiva quell’odore di zolfo proveniente dalla zona industriale, caricai la mia attrezzatura e mi diressi alla sede della radio.
Suonai il citofono e qualcuno mi aprì. L’ascensore aveva le luci alogene nuove, o semplicemente i miei polmoni avevano respirato tanto di quel gas da farmi sembrare tutto cosi soffuso, un leggero violetto faceva riflettere la mia immagine in quello specchio.
Entrai nello studio e trovai Mimmo, come al solito, chino sul computer che vedeva gli aggiornamenti dei suoi amici su facebook, Alessandro in regia invece stava sistemando i pezzi musicali della scaletta.
Al portatile, invece, c’era Valentina che stava aggiornando il profilo del programma radio ed invitava tutti a seguirci quella sera sia in fm che su internet. Un importante ospite ci avrebbe fatto compagnia per tutta la trasmissione.
Mi diressi verso lo studio generale e sistemai la telecamera in modo da riprendere l’intervista, un angolazione di panoramica frontale, dato l’importanza volevo dare l’idea dello studio ma con particolare attenzione all’ospite.
Finito di sistemare la camera, tornai da Mimmo che mi disse: «Bud, oggi abbiamo lui vero?» con la testa annuii e mi recai alla porta. Era arrivato Domenico, salutandomi poi disse: «Siamo pronti?»
«Si Dom, ho sistemato tutto, speriamo che il tempo mantenga.»
Il vento soffiava forte sulle grandi finestre della stanza, quasi ululando, ad un tratto suonò la porta, andai ad aprire, dato che stavamo quasi pronti per iniziare il programma, quando vidi un bambino vestito in maschera che mi domandò: «Scherzetto o dolcetto?»
C’eravamo dimenticati che quel lunedì era halloween , cercai se nelle tasche avessi qualche gomma da masticare o qualche caramella per la gola, ma non avendo niente risposi: «Vada per lo scherzo!»
Il bambino uscì dalla sacca, in cui teneva i dolci ricevuti, una pistola giocattolo e mi sparò l’inchiostro su tutto il corpo, poi ridendo andò via.
Corsi in bagno, lasciando alle mie spalle la porta aperta, il liquido che avevo in faccia stava arrivando agli occhi, le mani ed i polsi erano completamente sporchi, non immaginavo una pistola cosi piccola potesse contenere tanto liquido. Arrivai in bagno, aprii la porta e molto velocemente mi sciacquai le mani e gli occhi. L’inchiostro era molto difficile da levare, infatti, ci impiegai molto più tempo del previsto. Mi vidi allo specchio e notai che la mia felpa era in condizioni pessime e decisi di toglierla rimanendo cosi con la sola t-shirt.
«Hai preso caldo?» mi chiese Alessandro.
«No, un ragazzino mi ha spruzzato con una pistola ad acqua.»
«Vabbè, dai sbrigati che fra 5 minuti iniziamo con la diretta!»
In quel momento qualcuno suonò al citofono, Domenico ci disse che era finalmente arrivato l’ospite.
Il dottor Mark Lazmanovich, era uno scienziato russo famoso per le sue ricerche nell’ambito della radioattività e noi, in seguito ai fatti di Chernobyl visti in televisione qualche giorno prima, avevamo deciso di affrontare quell’importante tematica.
Andai ad aprire la porta, sentii una leggera aria fredda entrarmi nelle ossa, la temperatura stava calando, l’uomo che mi si presentò era un ragazzo sui 35 anni, non molto alto, biondo e magro. Portava un trench color nero, si intravedeva una cravatta nera, dei jeans e delle scarpe da ginnastica dai colori stravaganti, roba che se l’avessi incontrato per strada non avrei mai pensato ad uno scienziato di fama mondiale.
«Buonasera, io sono Mark Lazmanovich, ho preso appuntamento con Domenico per un intervista, è qui vero?» mi domandò con tipico accento russo.
«Buonasera, dottor Lazmanovich, io sono Andrea la stavamo aspettando.» risposi.
«Ti prego chiamami Mark!» disse lui.
Portai quindi Mark in sala dagli altri, con Mimmo e Domenico iniziammo a parlare un po’ di come funzionava la trasmissione e, per metterlo a suo agio, ironizzammo sul fatto che il nostro programma avesse il nome della materia dei suoi studi.
Ci accomodammo così nello studio e Alessandro dalla regia faceva segno che mancavano cinque secondi per la messa in onda, sistemammo le cuffie ed avvicinammo i microfoni quando dal nulla un fulmine colpì l’antenna della radio che stava sopra al terrazzo dello stabile, facendo andare via la luce.
Nello studio buio, cercammo di farci luce con i cellulari, Domenico vedendo il display disse:
«Il mio cellulare non ha campo! Il vostro?»
«Logico – disse Mark – lo sbalzo di tensione dovuto alla scossa elettrica sul terrazzo ha fatto perdere il campo elettromagnetico di tutti i cellulari».
Valentina andò verso la porta, in lontananza vide un sottilissimo filo di luce, guardando dallo spioncino si accorse che nel pianerottolo la luce era rimasta. Con la mano sulla maniglia cercò di aprire la porta ma, una certa resistenza glielo impediva.
«Ragazzi, la porta non si apre. Qualcuno mi viene a dare una mano?» domandò alzando leggermente la voce.
Domenico corse subito da lei ed anche lui cercò di aprire la porta che, a differenza di prima, si era sigillata completamente tanto da non far girare neanche la maniglia.
«Cazzo…» disse lui.
«Cosa??» chiese Valentina.
«Siamo bloccati, torniamo dagli altri!» rispose Domenico.
Tornò nella stanza e cercò di aprire le finestre per accedere al balcone, niente. Chiamò Mimmo e me e ci disse:« Cerchiamo di sfondarla. Okay?»
«Proviamoci!» disse Mimmo.
«Al mio tre – disse Domenico – 1…2…3!» ci scagliammo con forza sulla finestra cercando di rompere il vetro, ma niente, riprovammo altre due volte, poi chiedemmo ad Alessandro di aiutarci ma niente, poi ad un tratto, presi dall’adrenalina, ci scagliammo con quanta più forza avessimo in corpo e la finestra si frantumò al nostro passaggio.
Il balcone, in realtà, era una veranda che si affacciava sul cortile interno del palazzo. Domenico ed Alessandro tentarono di aprire l’ulteriore finestra, ma con scarsi risultati.
«Aiuto! Aiuto!!» gridai sbattendo le mani contro il vetro.
«Oh mamma mamma, siamo fottuti!» disse Mimmo in preda al panico. Valentina andò verso la porta, ed anche lei, cercò di chiamare aiuto urlando il più possibile. Eravamo tutti impegnati a cercare una soluzione, Alessandro, dato che conosceva meglio di tutti la sede, si diresse al quadro elettrico e si accorse che il contatore era completamente andato per colpa del fulmine, così, provò ad attivare quello di emergenza ma non riuscì ad armarlo.
Ad un tratto Domenico disse:
«Mark scusaci ma non è mai successo una cosa del genere.»
Nessuna risposta, presi il cellulare dalla tasca e illuminai la sedia dov’era stato fino a quel momento Mark ma non c’era.
«Ehm, Dom vedi che è sparito Mark!»
«Cazzo stai dicendo!» esclamò Mimmo.
«Guarda tu stesso Mì, la sedia è vuota…»
Prese anche lui il cellulare e notò che il nostro ospite non era più nello studio.
«Mark? Mark dove sei?» urlammo. Domenico uscì dallo studio ed andò nell’ingresso da Valentina e le chiese: «Hai per caso visto Mark?»
«No…sono stata sempre qui, non ho visto nessuno!» rispose lei.
Alessandro andò nel ripostiglio a cercare una torcia elettrica per illuminare un po’ di più lo studio, io e Mimmo, invece continuammo a cercare il nostro ospite, vedendo prima sotto al tavolo della saletta, poi nella stanza della regia fino a quando non arrivammo alla porta del bagno. Era chiusa a chiave. Bussammo.
«Mark, sei qui?» urlò Mimmo.
«Mark, si sente bene?» domandai.
«Mark?» continuò Mimmo.
«Andate via!» rispose l’uomo da dentro la stanza.
«Domenico, vieni abbiamo trovato Mark!» dissi io chiamando a gran voce il mio amico.
«Andate via ho detto!» continuò a gridarci Mark.
«Mark, apri questa dannata porta!!!!» esclamai.
«Che succede?» disse Domenico.
«Io e Bud stavamo cercando Mark. Siamo arrivati qui ma la porta è chiusa» disse Mimmo con voce tremola.
«Mark, sono Dom puoi aprire?» disse lui.
«Non capite, lui vuole me!» rispose.
«Lui chi?» domandò Mimmo
«Quello che ha fatto tutto questo!!! Ora andatevene!!»
«Che vuole dire?» continuò Mimmo rivolgendosi a me e Domenico.
Alessandro e Valentina ci raggiunsero con la torcia accesa puntata su di noi, anche se eravamo poco illuminati riuscirono a vedere lo stato di agitazione che in quel momento ci stava pervadendo.
«Non lo so, Mi! Che diavolo posso saperne di cosa blatera sto matto!!» rispose facendo spallucce Domenico.
«Che succede??» domandò Alessandro
«Questo folle russo si è chiuso in bagno e sta blaterando qualcosa.» dissi.
«Buttiamo giù la porta!» decise Domenico.
Nuovamente facemmo uso delle nostre spalle per aprire la porta chiusa davanti a noi. In pochi secondi l’aprimmo e ci ritrovammo il nostro ospite seduto a terra in preda al panico.
«Perché? Perché non mi avete lasciato rinchiuso adesso lui verrà a prendermi!» disse fra le lacrime Mark.
«Ma ci dici di cosa stai parlando una volta tanto??» domandò innervosito Domenico.
«Non so chi sia, ma è un fantasma, ho fatto delle ricerche in Ucraina in un vecchio carcere per sapere quanta radioattività ci fosse. Entrai in una cella di sicurezza e presi un pezzo di scheletro di un detenuto.» ci disse.
«Ho paura, voglio andarmene via di qui al più presto!!» disse agitandosi Mimmo.
«Ed ora da noi questo cosa vuole??» domandò Alessandro non curando ciò che aveva chiesto il nostro amico.
«Mi perseguita da anni, ogni 31 ottobre! Pensavo che venendo in Italia mi avrebbe lasciato in pace ecco perché ho accettato subito il vostro invito. – la voce rotta dalla disperazione – Ogni volta che sto in un posto di questo periodo avvengono cose strane!!»
«Cosa??? Che succede???» disse Valentina.
«Due anni fa, vicino a Mosca un editore mi invitò a scrivere un libro scientifico sulle mie ricerche. lui era li, mentre parlavano dei compensi vidi l’editore morire in un modo atroce, si spaccò in due davanti ai miei occhi. Così scappai e non tornai indietro!!» continuò Mark.
«Oddio, c’è un fantasma che uccide le persone e noi siamo ancora qui???!!» disse Mimmo.
Alessandro prese la torcia e la sbatté con forza su Mimmo e gli disse: «Smettila di fare il bambino!!!»
Mimmo vide il sangue uscire dalle sue labbra e svenne. Come cadde per terra la sola luce del bagno si accese. Capimmo che il fantasma era li con noi. Un brivido mi partì lungo la schiena, indietreggiai, Domenico mi vide e si avvicinò a me.
«Per favore non lasciate che arrivi a me» prese il doccino e aprì il rubinetto, uscì un po’ d’acqua che dopo poco finì, vedemmo poi il corpo dello scienziato venire sollevato da terra.
«Lasciami!! lasciami andare!!!» gridò.
Il corpo fu scaraventato dal bagno al corridoio, di colpo la luce si riattivo anche li, ma si spense quella del bagno, nuovamente il corpo di Mark fu sollevato da terra, nella sua mano teneva ancora il doccino che si era staccato dalla vasca.
Con orrore vedemmo che il fantasma prese il braccio di Mark e lo spezzo
«Aaaaaaaaaah!! Aiuto vi prego aiutatemi!!!» gridò verso di noi, eravamo inorriditi e paralizzati. Non riuscivamo a credere a quello che stava succedendo.
Il braccio continuava ad essere martirizzato fino a quando non venne staccato del tutto. Ancora adesso non so cosa ci fu quella sera, ma Valentina prese la torcia dalla mano di Alessandro e la lanciò verso Mark che cadde a terra, qualcosa si scaraventò contro di noi, aria gelida, sollevò la ragazza noi cercammo di tirarla verso di noi.
«Lascia stare mia sorella!! lasciala stare!!!» disse Alessandro.
Intanto Domenico levò la cinta a Mimmo, che era ancora privo di sensi, e corse da Mark, la strinse forte su quello che rimaneva del braccio. Il ragazzo era tremante e in uno stato confusionale.
«Lasciaci in pace!!!» gridai tirando più forte che potessi Valentina.
Di colpo il corpo della ragazza fu lasciato e ci cadde addosso. Il fantasma stava tornando dalla sua vittima, spinse con forza Domenico che cadde a terra.
E proprio in quel momento vedemmo Mark frantumarsi come un vaso di terracotta. Tutti i suoi arti ormai fatti a pezzi disseminati nel corridoio e sulla porta giaceva quel po’ che rimaneva del suo corpo senza vita. La luce andò nuovamente via, lasciandoci completamente al buio, con il cellulare cercammo la torcia sul pavimento, la trovò Alessandro ma si accorse che con l’impatto con il muro si era rotta.
Qualcuno bussò alla porta. Andammo alla porta
«Chi è?» disse Valentina
«Annapaola!» rispose la ragazza alla porta
«Vattene via di qui è pericoloso!» le ordinò Valentina.
«Dai, non scherzare che fra cinque minuti iniziamo» rispose Annapaola dall’altra parte.
«Non posso, siamo chiusi in quest’inferno, vedi… – disse lei cercando di aprire la porta – non…» la porta si aprì in quel momento, nella stazione radio era tornata la luce. Valentina corse da Annapaola e l’abbracciò forte e pianse.
«Che è successo?»
Noi tutti eravamo accorsi alla porta
«Mark, l’ospite è morto! Meglio che non guardi!!»
«Mark? Ma che dite!!! L’ho appena incontrato giù al pub si stava facendo un panino!» disse lei.
Ci girammo di scatto, il corpo di quello che pensavamo fosse Mark Lazmanovich non c’era più.

Dedicated to Lil P and Valvàl


L’Essenziale

di Andrea Basile
ISBN: 9788896425237

Scheda testo: L’ESSENZIALE è una raccolta di poesie scritte in un anno che ha come tema prevalente l’amore illusorio, la scoperta del sé e la voglia di cambiare dell’autore. Molte poesie sono veri e propri viaggi mentali che trasformano le emozioni in qualcosa di visivo.
Sintesi di alcune poesie presenti nell’opera:
Quando sarò: la storia di un ragazzo che ha una delusione d’amore e pensa a quando la ragazza si ricorderà di lui, perché è diventato ciò che lei voleva.
Un semplice collasso: un ragazzo deluso per amore tenta di ubriacarsi e collassa sul suo letto, quando ad un tratto appare la sua amata e ritorna in vita.
Stanco: una denuncia all’essere stanchi di come vadano le cose nella vita.
Il volo: La storia di solidarietà fra due gatti (madre e figlio), dopo la morte della madre, l’altro, la cerca e cade dalla finestra.
Angolo di cielo: il ritorno della coscienza, assopita da tempo ed i conti con essa.
Nulla: un viaggio introspettivo dove si capisce cosa si vuole.

Alcuni negozi dove è disponibile il testo:

Edizioni Il Pavone: http://eplibri.altervista.org/shop/catalog/product_info.php?products_id=48
MediaWorld: http://www.net-ebook.it/prodotto.aspx?id=15291
SpeedyBook: http://www.speedybook.it/l-essenziale-di-andrea-basile
Libreria Rizzoli: http://libreriarizzoli.corriere.it/L-Essenziale-di-Andrea-Basile/…

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L’essenziale partecipa al bookavenue book festival

posso chiedervi di votarmi a questo concorso?

http://www.bookavenue.it/bookfestival/opere/item/119-andrea-basile-lessenziale.html

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Trascrizione chat con l’autore “Andrea Basile”

Giorno 8 Settembre 2011, l’autore Andrea Basile, è stato ospite della nostra chat per interaggire con i suoi lettori, vi riportiamo la trascrizione di essa.

[18:12] erika: quanto tempo ci voleva per scrivere, se lo faceva di getto oppure era una cosa più controllata?
[18:13] andreabasile: l’essenziale nasce da alcune poesie scritte su un blog di getto senza pensarci, emozioni e senzazioni

[18:13] erika: non era quindi pensato per un pubblico erano i sentimenti dell’autore messi lì a disposizione della gente così come apparivano quindi?
[18:14] andreabasile: si, non era pensata come un opera vera e propria, ma erano messe in un blog personale e parlando con una mia amica, mi sono deciso di raccogliere tutte quelle più sentite e metterle in un volume

[18:16] val: scrivere è per te uno sfogo, una necessità o cos’altro?
[18:16] andreabasile: scrivere è sia uno sfogo che una necessità essendo nella vita molto riservato, molto timido, riesco, con lo scrivere, a dire cose che normalmente non direi

[18:18] val: è la prima volta che scrivi poesie? visto che la raccolta riassume due anni della tua vita… prima avevi già scritto qualcosa oppure no?
[18:18] andreabasile: ho iniziato a scrivere poesie in seconda elementare, erano molto, la mia maestra le definiva così, originali, anni dopo mio fratello trovò un diario e mi chiese se potevo aiutarlo per un concorso cosi in famiglia scoprirono questa mia “dote” poi a seguito alla morte di mio nonno iniziai a scrivere un racconto che i miei amici bocciarono in toto quindi rimasi bloccato per un po’con l’università, quindi, diventando più maturo ne scrissi un altro però ad oggi è ancora in attesa in un cassetto alla fine sono ritornato sulla poesia

[18:24] erika: che sensazione si prova ad essere “letti”?
[18:24] andreabasile: essere letti? ah si capiscono molte cose di quanto si è simili anche vivendo a chilometri di distanza

[18:24] val: e la scintilla qual è stata?
[18:26] andreabasile: come ho scritto prima la scintilla di pubblicare qualcosa oltre al mio blog sconosciuto è stata grazie ad una mia amica forse per togliermi dalle “scatole” mi suggerì di cercare un editore

[18:27] erika: l’incoraggiamento dunque è stato importante, per un timido come ti sei definito il valore dell’amicizia dunque è molto sentito er te
[18:28] andreabasile: si di quell’amica in quel periodo ero innamorato, si, in essenziale.

[18:28] erika: allora è una vittoria averle fatto questo, diciamo, regalo che siano piaciute proprio alla destinataria non succede sempre
[18:29] andreabasile: in realtà alla destinataria poi ho dedicato il mio prossimo lavoro.

[18:30] erika: e lei lo ha letto in anteprima immagino
[18:30] andreabasile: spero di si…

[18:30] auraconte7288: sempre poesia?
[18:31] andreabasile: no, ho voluto cambiare.

[18:31] erika: qual’è il mezzo che prediligi?la prosa o la poesia?
[18:31] andreabasile: un mix fra poesia e racconto

[18:32] erika: mi sembra un buonissimo compromesso.
[18:33] andreabasile: penso che alternare poesia a dei racconti sia uno strumento utile, per far arrivare alcuni sentimenti a chi normalmente non vede nella poesia ciò che recepisce nei racconti.

[18:34] val: un prosimetro come Dante con Beatrice nella Vita nuova
[18:34] andreabasile: si esatto un prosimetro

[18:34] val: sei forse un neo stilnovista?
[18:34] andreabasile: ah magari…

[18:41] auraconte7288: c’è una sorta di crescendo di esperienze nell’ordine delle tue poesie nell’essenziale, secondo te?
[18:41] andreabasile: sì, leggendole si può notare una crescità anche nel modo di scrivere

[18:43] auraconte7288: quando l’ho letto ho avuto questa sensazione… si nota una crescita molto forte, una sorta di maggiore introspezione.
[18:43] andreabasile: infatti, a fine raccolta ci sono tre poesie di una mia raccolta virtuale fatta fra il 2006 e il 2009 dove io stesso rileggendole ho notato una certa crescita di poesia in poesia. ecco anche nelle poesie della raccoltà più scrivevo e più cercavo di migliorarmi nella mia vita quotidiana

[18:46] auraconte7288: la scrittura come una forma di rigenerazione…
[18:46] andreabasile: esatto, come dicevo prima la poesia per me è questo una necessità uno sfogo per migliorarsi

[18:47] auraconte7288: pensi che far uscire fuori ciò che si è dentro attraverso l’arte, in generale, occupandoti anche di musica, possa aiutare a farci comprendere cosa ci impone tormento? Insomma ci far stare male, per poi vederlo chiaro e curarlo?
[18:49] andreabasile: certamente, credo che la poesia come la musica nella mia vita sono e saranno importanti c’è sempre qualche poesia, qualche testo che ascoltandolo o leggendolo ci fa anche asciugare le lacrime nei momenti tristi, soprattutto scrivendolo. Penso che tutti noi nella nostra vita almeno una volta abbiamo preso carta e penna ed abbiamo scritto quello che ci passava per la testa alcuni lavorando un po’ più di fantasia altri invece mostrandosi nudi ai propri occhi

[18:14] erika: la poesia più faticosa? Nel senso quella più “sentita”?
[18:55] andreabasile: la poesia più sentita nell’essenziale è “Figlio”.

[18:57] val1668: Il nome della raccolta è una parola piuttosto impegnativa che risuona anche in una famosissima citazione del piccolo principe “l’essenziale è invisibile agli occhi” è invisibile per te l’essenziale?
[18:57] andreabasile: ho volutamente scelto l’essenziale in modo da far conoscere a chi non mi conosce realmente ciò che sono.

[18:59] val1668: bisogna leggere con il cuore le tue poesie, piuttosto che con gli occhi?
[18:59] andreabasile: si, bisogna leggerli col cuore, perché con gli occhi tutti sappiamo leggere.

[19:02] val1668: di cosa ti occupi nella vita quando non scrivi?
[19:02] andreabasile: con degli amici mi occupo di una trasmissione radioe spero di continuare con loro quest’avventura e insieme a loro organizzo, nella città di Taranto, eventi culturali il tempo che resta lo impiego per laurearmi in informatica e comunicazione digitale.

[19:04] mcdpavone: Ma in radio è così timido?
[19:05] andreabasile: alcune volte si, tento di reprimere la timidezza con la simpatia.

[19:06] auraconte7288: funziona.
[19:06] andreabasile: si funziona

[19:07] auraconte7288: i poeti spavaldi non mi sembrano molto seri… troppo scontati.
[19:08] andreabasile: ho conosciuto persone del genere sono del tuo stesso avviso.

[19:08] auraconte7288: i timidi hanno una percezione delle proprie esperienze di vita superiore quindi se le esternano, vuol dire che devono sentirle 100 volte di + di chi è spavaldo.
[19:09] andreabasile: solo che mi preme dire una cosa non so se chi fa lo spavaldò in realtà indossa una maschera o un armatura per non mostrare il vero sè.

[19:11] auraconte7288: come può uno scrittore essere abile di far cadere la propria armatura? Tu come fai? nel senso, è una lotta interna oppure no?
[19:11] andreabasile: per me è adattarsi all’ambiente circostante posso non provare emozioni, ricordo che al funerale del padre di una mia amica non riuscii a far nulla a dirle nulla poi tornai a casa e scrissi una cosa a lei e al fratello

[19:12] edizioniilp5701: una sorta di carpe diem? cogliere l’attimo così come viene?
[19:14] andreabasile: si alcune volte è cogliere l’attimo

[19:19] luisarnelos: Hai revisionato molto i tuoi versi, prima di raccoglierli in un libro?
[19:19] andreabasile: no, ho solo scelto chi andava inserito e chi no alcuni testi non erano per l’essenziale altri saranno utilizzati nel prosimetro che sto ultimando che sarà un seguito di quest’opera. oltre al prosimetro che
chiamerò “vita di un ragazzo innamorato”.

[19:23] luisarnelos: Hai mai cambiato idea su di un testo, a distanza di un certo tempo?
[19:23] andreabasile: onestamente si, ci sono alcuni testi che andrebbero inseriti nella raccolta ed altri modificati ma quando ho consegnato il tutto erano giusti erano adatti per come mi sentivo in quel momento.

[19:26] luisarnelos: Quali sono i poeti che senti più vicini a te e che pensi abbiano contribuito a formarti?[19:27] andreabasile: quasimodo, montale, d’annunzio.

[19:28] luisarnelos: Bellissimo di Quasimodo: La terra impareggiabile!
[19:28] andreabasile: sono i tre che mi hanno appassionato molto anche pirandello con le sue novelle mi ha dato la spinta giusta.

[19:29] luisarnelos: Molto interessante e aperta la tua prospettiva. Ti piacciono i Crepuscolari?
[19:29] andreabasile: be sono del sud anch’io, si.

[19:29] luisarnelos: Gozzano?
[19:30] andreabasile: diciamo che a scuola i maggiori esponenti erano d’annunzio e pascoli per gozzano ho dovuto cercarlo da me.

[19:32] luisarnelos: Credo che Gozzano sia a tutti gli effetti un classico
[19:34] andreabasile: come ho già scritto oltre alla poesia e quindi al prosimetro mi sto dedicando ad un romanzo chiamato “laureati” dovuto soprattutto ai miei amici e alla retorica domanda “quando ti laurei?” mi
hanno fatto venire in mente una storia diciamo che è stata una scintilla dovuta anche ad un sogno che avevo fatto alcune notti prima cosi ho iniziato a scrivere anche in “l’essenziale” ci sta la fantasia perché comunque con essa si trasmettono emozioni le favole infondo cosa sono se non fantasie che
includono emozioni?

L’ESSENZIALE è una raccolta di poesie scritte in un anno che ha come tema prevalente l’amore illusorio, la scoperta del sé e la voglia di cambiare dell’autore. Molte poesie sono veri e propri viaggi mentali che trasformano le emozioni in qualcosa di visivo…

L’Essenziale
di Andrea Basile
Edizioni Il Pavone 2011
ISBN: 9788896425237

Negozi dove è disponibile il testo:

Edizioni Il Pavone: http://eplibri.altervista.org/shop/catalog/product_info.php?products_id=48
MediaWorld: http://www.net-ebook.it/prodotto.aspx?id=15291
SpeedyBook: http://www.speedybook.it/l-essenziale-di-andrea-basile
Libreria Rizzoli: http://libreriarizzoli.corriere.it/L-Essenziale-di-Andrea-Basile/…
Bol: http://www.bol.it/ebook-italiani/L-Essenziale-di-Andrea-Basile/Andrea-Basile/ea978889642523/
DEASTORE: http://www.deastore.com/e-book/l-essenziale-di-andrea-basile-andrea-basile-edizioni-il-pavone/pd88896425237.html
Libreria Universitaria: http://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788896425237/autore-andrea-basile/l-essenziale-di-andrea-basile-ebook.htm
9am: http://www.9am.it/sito/Catalog/Language0/Default.aspx?template=ebookDettaglio.html&ck=WYPOEUOTQT&F=ISBN&V=’9788896425237‘
Simplicissimus: http://ultimabooks.simplicissimus.it/l-essenziale-di-andrea-basile
Ebookstore: http://m.ultimabooks.simplicissimus.it/l-essenziale-di-andrea-basile

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